Un mercato sfuggente e ambiguo E la legge colpisce solo i pedofili
Inserito il 12 luglio 2012 da Maria Rosa DOMINICI
Con l’inasprirsi delle norme, le organizzazioni che rischiavano di più si sono rese quasi “invisibili”. Un sistema molto frantumato e spesso basato sul “fai da te” internettiano. Sensibilità e attenzione in aumento nei Paesi asiatici, ma in Sud America le legislazioni non sono ancora adeguate. I mondiali in Brasile saranno un banco di prova
ROMA – Quali sono le armi per combattere il turismo sessuale? “Il punto – sostiene Maria Rosa Dominici della ong Intervita – è che con l’inasprirsi delle leggi, queste organizzazioni si sono rese più invisibili. Talvolta è solo un gruppetto di amici che si affida a uno più esperto che conosce bene il Paese di destinazione e sa già come trovare rapidamente chi si prostituisce”. Questo spiega anche il boom del turismo sessuale fai-da-te esploso con internet, ricco di forum, indirizzi e consigli utili per i viaggiatori solitari. Una rivoluzione degli ultimi anni che ha reso il traffico più capillare e sfuggente. “È difficile combattere questo fenomeno perché non ruota intorno a grandi organizzazioni ma è frantumato in una miriade di piccole iniziative, spesso si affida a siti volatili, a mail che arrivano alla destinazione giusta”, dice Scarpati. “La polizia per mettere sotto controllo un sito ha bisogno di tempo e quando arriva il sito è già cambiato”.
Un mercato che può essere insieme alla luce del sole e sfuggente, ostentato e ambiguo. “Nel nostro sito pubblichiamo indirizzi di alberghi e villaggi turistici, per lo più in Sud e Centro America – racconta la responsabile di un noto sito internet italiano per scambisti – si tratta di viaggi per single o coppie aperte allo scambismo. Poi accade che arrivati sul posto si scopre la presenza di prostitute che hanno accordi con la struttura alberghiera”. Insomma è un mercato difficilmente controllabile fatto di iniziative diffuse, dove anche chi si vende tende oggi al fai-da-te: chi si prostituisce, anche se è minore, sta imparando a essere contattato direttamente dal cliente. Basta possedere un cellulare.
“Anche per questo il buon accordo contro la piaga del turismo sessuale, firmato una decina d’anni fa tra Terre des Hommes e la più grande associazione di tour operator italiani, Astoi – prosegue Dominici – non è bastato ad arginare questi flussi”.
Dietro si celano reti criminali “poco strutturate – conferma Mariacarla Bocchino, direttore della divisione analisi del Servizio centrale operativo della polizia di Stato – e la rete occulta dei pedofili, mentre le agenzie e i tour operator italiani sono diventati col tempo molto più attenti e seri”.
Organizzare i viaggi del turismo sessuale del resto non è un reato. Il nostro codice penale prevede dal 1998 pene severe solo per chi organizza viaggi finalizzati alla “fruizione” della prostituzione minorile, punibile con la reclusione fino a dodici anni. Qui vale il principio dell’extraterritorialità: la possibilità di punire i cittadini italiani per reati commessi anche al di fuori dello Stato. Le condanne? Poche. Recentemente, a maggio di quest’anno, un italiano di 47 anni è stato condannato a 21 anni di carcere dal tribunale di Chisinau, capitale della Moldavia, per vari reati compresa l’induzione alla prostituzione di minori. Poca cosa rispetto alle dimensioni del business. “Perseguire il reato di turismo sessuale è difficilissimo – conferma Mariacarla Bocchino – perché molte sono le condizioni procedurali necessarie e il problema è proprio la lentezza della procedura”. Importante è la collaborazione tra Stati. “In Paesi come Filippine, Thailandia, India la sensibilità è aumentata; in Sud America invece le legislazioni non sono ancora adeguate: il turismo sessuale porta denaro e fa comodo a molti”. Porta così tanti soldi che il re della Cambogia ha graziato tre stranieri condannati per sfruttamento sessuale dei bambini, tra loro un magnate russo che aveva investito in Cambogia 300 milioni di dollari. Ora i controlli sono puntati verso l’ultima emergenza: i mondiali 2014 in Brasile.
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